Perry Anderson, The Italian Disaster

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M5S

“La protesta, per essere efficace, ha bisogno non soltanto dell’intransigenza della volontà ma anche della lungimiranza dell’intelligenza. Forse Grillo, imparando dall’esperienza, si rivelerà più abile e meno autoritario nel futuro e il movimento da lui creato più di un effimera corrente nella turbolenza. Gli Italiani dovrebbero augurarselo poiché con la scomparsa di ogni sinistra significativa – di cui non è il sostituto -, il Movimento potrebbe emergere come la sola opposizione significativa del paese. Pur con tutti i suoi difetti e paradossi, esso rappresenta l’unico abbozzo, in tutta Europa, di una forza-contro tutto ciò che ha sostituito la democrazia rappresentativa.

Fortunatamente, nel deserto del conformismo dei Media – un senatore del centro-sinistra, con cinica benevolenza, ha privatamente descritto La Repubblica come “la nostra Pravda” – l’Italia ha un giornale, il Fatto Quotidiano, fondato quattro anni fa da un gruppo di giornalisti indipendenti che non ha paura di nessuno e che rompe ogni tabù: un caso unico da un estremo del continente ad un altro. Di solito amichevole col Movimento, il Fatto ne è spesso fortemente critico: che è esattamente ciò che serve.”

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Napolitano
“Quando le intercettazioni delle conversazioni tra Mancino e D’Ambrosio sono state pubblicate dalla stampa, insieme con la notizia che i nastri delle conversazioni tra Napolitano e Mancino erano in possesso della Magistratura, Napolitano ha invocato l’immunità assoluta per il suo Ufficio, in puro stile nixoniano (Nixon-style) e ha ordinato che i nastri venissero distrutti. Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, ha richiesto l’impeachment, siccome era palese che ci fosse stata un’ostruzione della giustizia. Negli Stati Uniti ci sarebbero stati i presupposti per questo, ma in Italia un tale esito è impensabile. La classe politica e mediatica ha chiuso i ranghi immediatamente attorno al Presidente, come aveva fatto con Scalfaro quando usò il suo maggiordomo per insabbiare lo scandalo Sisde. L’assistente di Napolitano , “l’Ehrlichman” della vicenda, è morto per un attacco cardiaco nel pieno dei torbidi.
Come spesso accade, Marco Travaglio, probabilmente il più grande giornalista d’Europa, è stato l’unico a chiamare i fatti per nome. Nel suo libro Viva il Re! , pubblicato lo scorso anno, ha redatto, attraverso seicento pagine di documentazione schiacciante, un atto d’accusa completo della presidenza della Repubblica, nel mentre, di fronte al rischio per la posizione di Napolitano, un coro ossequioso – il cui volume era già da qualche tempo in crescendo – ha raggiunto livelli quasi isterici.”

Tradotto da Mr Wicket.

 

 

 

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